Il progetto riguarda un contenuto video istituzionale-emozionale legato a Fondazione Sylva, organizzazione no profit nata in Puglia e impegnata nella riforestazione e nel ripristino della biodiversità nei territori colpiti dalla Xylella. Nei materiali ufficiali il corto viene identificato come Green Hope e viene descritto come un racconto ambientato nel Salento, nelle campagne duramente colpite dal batterio Xylella Fastidiosa, dove la scomparsa di milioni di ulivi è diventata insieme emergenza ecologica, agricola e paesaggistica.
Il contesto iniziale del progetto è quindi molto preciso: non si tratta di promuovere genericamente un ente o una causa green, ma di raccontare una ferita concreta del territorio e di trasformarla in una presa di coscienza visiva. L’apertura del corto, secondo la descrizione ufficiale, mostra Marisa Tomei in un “uliveto spettrale” mentre parla di una “apocalisse silenziosa in Puglia”; subito dopo, però, il racconto introduce anche l’idea della speranza, cioè la possibilità di reagire al disastro attraverso azioni di riforestazione e ricostruzione ambientale.
In chiave portfolio, questo rende il progetto molto forte: il video non comunica solo chi è Fondazione Sylva, ma perché esiste, quale urgenza affronta e quale visione propone. La campagna si colloca infatti dentro un percorso più ampio che unisce arte, cinema, sensibilizzazione e intervento concreto sul territorio, come conferma anche la collaborazione con Rai Cinema presentata alla Festa del Cinema di Roma.





