Il progetto riguarda il trailer di un mediometraggio storico-drammatico che rilegge in chiave cinematografica un racconto legato alla memoria sociale e culturale di Salve. La matrice narrativa non è contemporanea né commerciale in senso stretto: il film nasce da un impianto profondamente territoriale, con una forte centralità del dialetto salentino, della dimensione rurale e del peso che fede e lavoro esercitano sulla vita dei personaggi.
Il contesto iniziale è quello di una comunità del Sud in cui il futuro appare limitato, il paesaggio è duro, e i rapporti umani si sviluppano dentro regole morali forti. Le fonti pubbliche descrivono infatti una storia in cui “il destino di tanti è legato alla terra arida del Sud degli anni ’60”, dentro una società “dedita al lavoro e a Dio”, mentre al centro sboccia un amore tormentato tra due giovani protagonisti.
Un elemento molto utile, in chiave portfolio, è che il progetto non sembra basarsi soltanto sulla trama, ma sulla costruzione di un immaginario coerente: la protagonista femminile è identificata come Lina, giovane ragazza di Salve che vive con la madre e senza il padre; in altri materiali promozionali viene descritta anche come una figura “vestita di bianco, sospesa tra la realtà e il sogno”, mentre una ulteriore traccia pubblica colloca il primo incontro tra Lina e ’Ntoni alla festa patronale di Salve.





