The Making of Nuit Romaine

Data
19 Aprile, 2023
Cliente
DIOR
Categoria
Location
Palazzo Farnese, Piazza Farnese, Roma, RM, Italia
The Making of Nuit Romaine - copertina
Descrizione Progetto

Il progetto riguarda il dietro le quinte di “Nuit Romaine”, non il film principale in sé. È un dettaglio importante, perché sposta il contenuto da una logica puramente spettacolare a una logica di rivelazione del processo. Il film originale, presentato in occasione della Giornata Internazionale della Danza 2022, è ambientato nel cuore di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, e segue Nox, dea della notte interpretata da Eleonora Abbagnato, accompagnata da Friedemann Vogel, mentre attraversa corridoi, sale e giardini del palazzo incontrando figure storiche evocate in una successione di quadri coreografici.

In questo quadro, il making-of ha una funzione molto precisa: non spiegare il progetto in modo didascalico, ma far emergere la complessità concreta che sostiene l’incanto del film finale. Da un lato c’è la coreografia di Preljocaj; dall’altro la costruzione visiva dei costumi, il rapporto con gli spazi monumentali di Palazzo Farnese, la presenza del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e la regia del movimento dentro un luogo che è già, di per sé, racconto. L’Opera di Roma descrive infatti ciascuno degli ambienti del palazzo come una vera e propria “vetrina narrativa”, mentre le fonti legate a Dior insistono sulla fusione tra il savoir-faire degli atelier della maison e quello del Teatro dell’Opera.

Dal punto di vista portfolio, il progetto è forte perché non racconta solo “come è stato fatto”, ma come nasce un’atmosfera. E questo cambia molto la percezione del lavoro: non un semplice backstage di produzione, ma un contenuto che dà dignità visiva al processo creativo stesso.


Cosa abbiamo fatto

La soluzione trovata è molto valida perché il making-of, per sua natura, rischia spesso di essere accessorio. Qui invece il contenuto può essere letto come un vero secondo livello narrativo del progetto principale. Se il film “Nuit Romaine” lavora sulla notte, sul mito, sul tempo e sull’attraversamento dello spazio, il making-of lavora sulla trasformazione: mostra come un palazzo storico diventi scena, come il costume diventi estensione del corpo e come il gesto coreografico venga inscritto in ambienti che portano secoli di memoria. Questo è coerente con il modo in cui il Teatro dell’Opera di Roma presenta l’opera: una sequenza di coreografie allestite come quadri viventi, dove ogni spazio di Palazzo Farnese partecipa attivamente al racconto.

Il primo punto di forza è la centralità dello spazio. Palazzo Farnese non appare come semplice location di pregio, ma come organismo narrativo. Le fonti ufficiali sottolineano infatti che il palazzo, uno dei luoghi simbolici di Roma e sede dell’Ambasciata di Francia, è stato scelto come cuore scenico del film. In un making-of ben costruito, questo significa mostrare architettura, volumi, passaggi, altezze, affreschi e geometrie non come sfondo, ma come parte del dispositivo visivo.

Il secondo punto di forza è la fusione tra costumi e coreografia. L’Opera di Roma sottolinea il ruolo decisivo della collaborazione tra gli atelier Dior e il Teatro dell’Opera nella costruzione dei costumi: drappeggi e plissettature fatte a mano, intarsi di pizzo, perline, sfumature di colore, perfino costumi dipinti come trompe-l’oeil ispirati ai personaggi degli affreschi della Galleria Farnese. Questo rende il making-of particolarmente interessante, perché permette di raccontare non solo l’estetica finale, ma il modo in cui il costume entra in relazione con il corpo, con il movimento e con l’architettura.

Il terzo punto di forza è la qualità dell’incontro tra linguaggi. “Nuit Romaine” nasce come progetto condiviso fra una maison, un’ambasciata, un teatro d’opera e un coreografo contemporaneo di primo piano. Il making-of, quindi, diventa il luogo ideale per valorizzare approccio, metodo e dialogo tra mondi diversi: diplomazia culturale, moda, danza e cinema breve. È proprio questa intersezione a renderlo molto spendibile in un case study portfolio.


il risultato

Il risultato, in termini di percezione, è un contenuto che trasmette raffinatezza, controllo e statura culturale. Il making-of non abbassa il percepito del progetto principale; al contrario, lo amplia. Fa capire che l’eleganza finale di “Nuit Romaine” non nasce da un’estetica astratta, ma da un lavoro accurato su corpo, spazio, costume e racconto. È un contenuto che aiuta lo spettatore a intuire la quantità di pensiero necessaria per ottenere un film così compatto e così atmosferico.

In chiave portfolio, questo è il suo vero valore: mostrare che il progetto non è solo “bello”, ma costruito. La presenza di Eleonora Abbagnato, Friedemann Vogel e dei danzatori del Teatro dell’Opera di Roma, la collaborazione con Dior e con l’Ambasciata di Francia, e l’ambientazione a Palazzo Farnese conferiscono al lavoro una forte autorevolezza istituzionale e artistica. Inoltre, il fatto che “Nuit Romaine” sia poi entrato anche nella vita scenica del Teatro dell’Opera e nelle successive riprese pubbliche rafforza la percezione di un progetto non episodico, ma strutturato e duraturo.