Il progetto riguarda un video-racconto dedicato alle luminarie all’interno dell’universo Dior in Puglia. Dalla tua trascrizione emerge con chiarezza il punto di partenza: il team si confronta con Maria Grazia Chiuri sulla piazza di Lecce e decide di “chiuderla” su tutti i lati, restituendo le luminarie non come semplice apparato decorativo urbano ma come vero sinonimo di festa di piazza. È una scelta concettualmente molto forte, perché sposta l’attenzione dalla funzione ornamentale alla loro capacità di costruire uno spazio collettivo.
Questo si inserisce perfettamente nel contesto ufficiale della Dior Cruise 2021, pensata come una collezione di comunità, artigianato e collaborazione locale. Vogue ha descritto il progetto come una “community collection”, mentre altre fonti hanno sottolineato che la piazza venne letteralmente incorniciata da luminarie tradizionali pugliesi reinterpretate in chiave artistica e femminista.
Il video, quindi, non parla solo di un allestimento. Parla di un mestiere e di una visione. Nella trascrizione, chi racconta il progetto dice una cosa decisiva: “noi siamo dei sarti per quanto riguarda la festa del paese”. Questa frase definisce perfettamente il contesto iniziale del lavoro. Le luminarie vengono trattate come un abito per lo spazio pubblico, e Piazza Duomo diventa il corpo da vestire. Il racconto pubblico della sfilata conferma questa lettura: la scenografia luminosa fu pensata da Marinella Senatore come una grande installazione di arte contemporanea, capace di far dialogare la tradizione salentina con la visione Dior.






