Il progetto riguarda un video-ritratto dedicato a Enza Pagliara, figura chiave della musica tradizionale salentina. Nel video, attraverso la sua stessa voce, Enza si presenta come cantante originaria di Torchiarolo e racconta di aver imparato questi canti in famiglia, in un contesto in cui il patrimonio musicale orale non era ancora facilmente accessibile o documentato. Questa impostazione è molto efficace perché colloca subito il progetto su un piano di trasmissione viva, non di semplice repertorio.
Il contesto in cui si inserisce il video è molto rilevante. La Notte della Taranta è oggi il principale contenitore di valorizzazione della musica popolare salentina e, secondo la stessa Fondazione, Enza Pagliara è una delle voci più autorevoli della riproposta musicale del Sud Italia, con una carriera intrecciata alla ricerca etnomusicologica sul campo. La Fondazione la presenta anche come figura di riferimento internazionale e, più di recente, come membro dei suoi organi scientifici.
Nel video, però, il focus non è biografico in senso stretto. Il vero centro è il rapporto tra tradizione, evoluzione e rito collettivo. Attraverso le parole di Enza e del controcampo narrativo, il contenuto mette in evidenza che la commissione artistica non è vissuta come un tradimento della tradizione, ma come una sua prosecuzione naturale. Questa idea è molto forte e perfettamente coerente con l’edizione 2020 della Taranta, che la Fondazione descrive come una contaminazione tra musica popolare, impianto sinfonico, danza e nuova regia estetica.





